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Referente dal 2012: EDOARDO SCHIESARI
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mercoledì 6 febbraio 2013

Fratelli delusi

Meloni alla GAM di Torino: presentato Fratelli d’Italia, il partito dei delusi

di Edoardo Schiesari
“Bisogna dare battaglia, perché Dio conceda vittoria”.
Giorgia Meloni, coofondatrice del neopartito Fratelli d’Italia, ha concluso così il suo discorso di campagna elettorale alla GAM( galleria d’arte moderna) di Torino, tenutosi sabato pomeriggio. Un discorso in cui i toni sono stati certamente molto sostenuti, e in cui non sono stati risparmiati i due acerrimi nemici della destra italiana odierna, il Pd e il premier uscente Monti, costantemente sotto attacco, indipendentemente dal contesto. Niente di nuovo sotto il sole, si potrebbe dire.
A Bersani è stata rinfacciata la famosa minaccia di “sbranare” chi avesse sospettato un coinvolgimento del Pd nei fatti del Montepaschi, a Renzi è stato contestato (pur senza nominarlo esplicitamente) l’intenzione di rinnovare la politica con una semplice “rottamazione”: secondo la Meloni, l’obbiettivo principale è ottenere spazio per i giovani in politica, anche a costo di cambiare alcune norme della Costituzione (“all’età in cui Cameron ha iniziato a fare politica, in Italia non si può nemmeno sedere in Parlamento”), non cacciare via i parlamentari, senza nemmeno tenere conto delle competenze dimostrate.
Quanto a Monti, il cambiamento di posizione sull’Imu mostrata in questi giorni ha fornito pane per i denti per l’agguerrita ex parlamentare Pdl, che ha definito definito il suo comportamento da “peggiore dei politicanti”.
Non è questa la novità, ma la chiarezza, la decisione con cui la Meloni ha preso le distanze da Berlusconi. Una presa di posizione drastica fatta a nome del partito, nonostante gli altri cofondatori siano Crosetto e La Russa, fedelissimi al Cavaliere fino a pochissimi giorni fa. Ha definito Fratelli d’Italia “il partito di centro destra che si può votare a testa alta”, ha polemizzato contro la presenza di molti politici “impresentabili”a causa delle fedine penali tutt’altro che pulite, graziati solo perché amici di Berlusconi (riferendosi a dell’Utri), ha ribadito l’obbligo morale per chiunque faccia politica di “restare fedeli alle proprie idee e non a un capo”. Diversa anche la posizione sulla legge elettorale: nella scelta dei Parlamentari, ha sostenuto, si deve ricorrere alla meritocrazia, la politica non deve essere il sostentamento di chi non è in grado di guadagnare “facendo altro”, e per metterla in atto è necessario un sistema elettorale preferenziale. Insomma, la Meloni coi suoi attacchi ha travolto la “vecchia” destra berlusconiana come un fiume in piena, ha incarnato il ruolo che Renzi a sua volta ha tentato di assumere (con scarso esito) all’interno della sinistra: quello di saper rinnovare e migliorare concretamente la politica, per ridare fiducia ed entusiasmo agli elettori. Che sia un fuoco di paglia, destinato a spegnersi in pochi mesi? Lo stabilirà il risultato delle urne. Ma almeno questa volta, forse, c’è la possibilità che il Cavaliere si renda conto che a giudicare i suoi comportamenti scandalosi non sia soltanto la “sinistra comunista”. Non si tratterebbe di un passo indietro, ma di fare un esame di coscienza: un atto simile da parte di Berlusconi, sarebbe già qualcosa di importante.

(Foto Niccolò Caranti, licenza creative commons)
articolo già pubblicato su Retrò on  line

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