LABORATORIO APPROVATO DAL CONSIGLIO DIRETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE IN DATA 20.12.10


Referente dal 2012: EDOARDO SCHIESARI
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giovedì 17 febbraio 2011

NON UNA DI PIU'




"Verità e Giustizia”. Sono queste le due parole che le madri di Ciudad Juarez continuano a richiedere ogni giorno. Parole rivoluzionarie in un contesto dominato dalla violenza e dall'impunità delle autorità. Chiunque prova ad opporsi a questo circolo vizioso si trova a dover affrontare dure conseguenze. Questa notte in Messico due sconosciuti hanno appiccato il fuoco alla casa di Marilu, figlia di Norma Andrade, una delle fondatrici dell'associazione di madri “Nuestras Hijas de Regreso a Casa” e sorella di Lilia Alejandra Garcia Andrade, assassinata nel 2001, il cui crimine è ancora impunito. Marilu non si trovava in casa al momento del rogo poiché fin dal mattino era al fianco di Marisela Reyes, un'altra donna che dopo la sua scomparsa dei suoi fratelli e di sua cognata aveva iniziato un digiuno di protesta.
“Questo attentato aggiunge incertezza, temo per la sua vita e quella dei suoi figli, temo per la mia vita, quella dei miei cari e quella dei miei compagni più esposti nella lotta”.
I segnali inquietanti contro le associazioni e le madri che chiedono giustizia non sembrano accennare a fermarsi nel Messico di oggi. A dicembre l'assassinio di Marisela Escobedo Ortiz di fronte al palazzo del governatore nello stato di Chiuaua. A gennaio la poetessa e attivista Susana Chavez è stata freddata a soli 36 anni. Il costo della violenza per i narcos continua ad essere molto basso: nel Messico di oggi uccidere un dissidente comporta ben pochi rischi dato il clima di impunità vigente. In questo senso l'aumento della sensibilitò internazionale e dell'informazione sul tema puo' essere uno strumento per creare un cuscinetto di protezione, una scorta mediatica nonviolenta a difesa di chi si trova a combattere in prima linea.
Persone come Marisela Rivera Ortiz, una delle fondatrici di Nuestras Hijas de Regreso a Casa, che il 5 marzo sarà a Torino a partire dalle 17 per condividere insieme alla città la lotta delle donne di Ciudad Juarez. A partire dalle 17 si svolgerà una flash mob davanti alla Mole Antonelliana che alle 18 verrà illuminata di rosa così come altri monumenti in giro per l'Italia per costruire insieme la speranza della giovane poeta uccisa: Ni una mas.
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segnalazione di Simone Bauducco