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Referente dal 2012: EDOARDO SCHIESARI
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lunedì 12 novembre 2012

Grillo:"Fuori il piemontese Biolè

di Edoardo Schiesari


Siamo alla degenerazione. Il M5S si sta mostrando completamente diverso da come ce lo si aspettava. Inizialmente si era presentato come alternativa valida ai partiti per guidare il Paese, partiti che effettivamente dimostrano di essere incapaci di agire concretamente perché dominati da interessi personali di molti militanti che poco hanno a che fare con il bene pubblico e perché gran parte dei politici si è rivelata incompetente, impreparata e molto incline al cedere all’illegalità pur di accumulare e mantenere benessere e prestigio. Fin qui, nulla da obbiettare.
Come non vi è nulla da contestare quando Grillo afferma di volere un movimento politico che non gravi economicamente sulla vita dei cittadini, e che le qualità peculiari dei suoi componenti devono essere la preparazione e l’onestà: anzi, sarebbe da auspicare che diventasse il principio base per ottenere la tessera di qualunque partito politico.
Ma adesso la situazione sta precipitando: Grillo sta assumendo dei comportamenti da “padre-padrone” (come lo definisce Libero) nei confronti dei suoi militanti, che purtroppo ricordano moltissimo l’atteggiamento che in passato ha assunto Berlusconi con i suoi: come dimenticare l’invito rivolto dall’ex premier a Iva Zanicchi, eurodeputata del Pdl, ad abbandonare gli studi dell’Infedele, il talk show condotto da Lerner su La7, dopo un servizio sul caso Ruby-Minetti?
Martedì scorso il consigliere regionale del movimento in Piemonte, Fabrizio Biolè, è stato “scomunicato” dal M5S, decisione presa unicamente da Grillo e che gli è stata comunicata tramite una raccomandata redatta dall’avvocato del comico genovese. Formalmente il motivo è la sua partecipazione politica a due precedenti candidature, sotto il marchio di un vero e proprio partito. Ma questa è una palese contraddizione: come poteva non esserne a conoscenza Grillo già al momento della sua iscrizione al movimento, dopo che lui stesso è così selettivo nella nomina dei membri?
Appresa questa notizia, Biolè ha immediatamente espresso il suo rammarico sui social network, e le malelingue, tra cui un certo Federico Faenza, hanno sottolineato come non possa essere nemmeno verosimile che questa sia la vera causa, ma che il motivo più probabile sia il sostegno del consigliere espresso nei confronti di Federica Salsi, la grillina che è stata massacrata da Grillo dopo la sua partecipazione a Ballarò, e che rischia di fare una fine (politica) analoga a quella di Biolè.
Qualunque sia il vero motivo, è scorretto l’atteggiamento di Grillo nei confronti di chi partecipa al suo movimento, perché deve comunque essere mantenuta intatta la libertà di parola e di pensiero, ed è essenziale che ci siano opinioni discordanti in una stessa fazione politica: come rendersi conto, se no, degli errori che si compiono? Sopprattutto se si tiene a mente che il comico aveva inizialmente dichiarato di essere puramente un sostegno per i militanti, e che non li avrebbe condizionati o tanto meno controllati.
Nel caso in cui invece l’espulsione di Biolè nasca solamente dai suoi “precedenti politici”, sorge un’osservazione spontanea: perché dare importanza ad un aspetto così limitato, dopo che il consigliere si è rivelato onesto, preparato e disposto a rinunciare ai privilegi che giustamente Grillo contesta ai politici? Non è forse la sostanza che conta, le capacità e l’impegno disinteressato, che deve determinare il giudizio su una persona, e non il marchio politico? A queste domande, si sa, Grillo non darà risposta: non accetta nemmeno un rapporto coi giornalisti!
Forse ci dedicherà qualche frase lapidaria sul suo blog: sempre a senso unico, sempre in assenza di qualcuno che obietti o contraddica le sue sententeze, ma sempre meglio del silenzio indifferente.

l'articolo è già stato pubblicato su Retrò
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